[Il 17 luglio 1947, nella seduta pomeridiana, l'Assemblea Costituente prosegue l'esame degli emendamenti agli articoli del Titolo quinto della Parte seconda del progetto di Costituzione: «Le Regioni e i Comuni».]

Presidente Terracini. [...] Passiamo all'esame di un articolo aggiuntivo, proposto dall'onorevole Nitti, per il quale sarà poi da indicare il numero o l'incorporamento in altro articolo. L'articolo aggiuntivo è del seguente tenore:

«Le Regioni, per la formazione dei loro uffici, trarranno il personale occorrente dalla Amministrazione dello Stato e da quelle degli enti locali».

L'onorevole Nitti ha già trattato di questo suo emendamento in alcuni suoi interventi precedenti; non so se intenda ancora parlarne.

Nitti. Vorrei dire brevi parole.

Presidente Terracini. Ha facoltà di parlare l'onorevole Nitti.

Nitti. Faccio notare che adesso, oltre ad un milione e 200 mila impiegati statali, i quali, in buona parte, non sanno cosa fare, abbiamo 200 mila impiegati presso gli enti locali ed un buon numero di impiegati presso amministrazioni parastatali; numero enorme, che supera, in realtà, la nostra efficienza contributiva.

Bisogna cercare di utilizzare questi impiegati, fra cui vi sono uomini di valore.

Perché le Regioni, prima di prendere impiegati estranei all'Amministrazione, non utilizzano gli elementi migliori? La situazione è da considerare sotto questo punto di vista: scelta del personale, secondo la convenienza, fra quello già esperto di amministrazione.

Credo di non dover aggiungere altro argomento, perché mi sembra evidente e penso che anche gli amici più appassionati della Regione non possano dire nulla in contrario.

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Chiedo di parlare.

Presidente Terracini. Ne ha facoltà.

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Circa l'aumento degli impiegati, che è veramente impressionante in Italia, devo dire con sincerità che lo stesso avviene in altri Paesi.

Studiando questo problema, ho notato che in Inghilterra da prima della guerra ad oggi vi è stato un aumento di 900 mila unità; quindi, nella poco burocratica Inghilterra, l'aumento è stato maggiore che in Italia.

È un inconveniente grave, al quale bisogna rimediare. Noi dobbiamo vederlo sotto il riflesso in cui l'ha messo l'onorevole Nitti, per la prima Costituzione della Regione.

Il Comitato accoglie nella sua portata essenziale il concetto dell'onorevole Nitti. Ma fa presente che questo concetto era stato adombrato nell'articolo VIII delle disposizioni transitorie, dove è detto che la legge della Repubblica determina il passaggio di funzionari e dipendenti dello Stato, anche centrale, che si renda necessario in conseguenza del nuovo ordinamento.

Quanto alle Province, abbiamo stabilito che la Regione dovrà decentrare il più possibile le sue funzioni attraverso la Provincia; queste avranno quindi ben poca disponibilità di impiegati.

Sono disposto ad accogliere il concetto dell'onorevole Nitti, ma vi sono alcuni limiti. Lo stesso onorevole Nitti ha ammesso, nel suo intervento, che in certi casi si deve poter prendere al di fuori di quegli impiegati che già sono in servizio dello Stato o degli enti locali. Pertanto deve essere temperata la dizione rigida, che egli aveva proposto. Penso che si potrà, a suo luogo, stabilire che quando è necessario, si potrà procedere a nuove assunzioni, nei limiti stabiliti dalle leggi della Repubblica, alle quali abbiamo accennato nell'articolo, da me già ricordato, contenuto nelle disposizioni transitorie.

L'onorevole Nitti, anche nel suo ultimo intervento, ha detto che la Regione non sorgerà mai; è la sua idea fissa. Ci consenta di ammettere che, come la Costituzione vuole, la Regione nasca e cominci a funzionare. Il precetto di ricorrere, tranne casi eccezionali, soltanto a chi è già impiegato dello Stato o di enti locali può valere per la prima istituzione della Regione. Ma quando essa, contro le prevenzioni dell'onorevole Nitti, funzioni già da tempo, non vi è più ragione di un precetto così assoluto. La norma proposta dall'onorevole Nitti dovrebbe dunque andare piuttosto nelle disposizioni transitorie.

Piemonte. Chiedo di parlare.

Presidente Terracini. Ne ha facoltà.

Piemonte. C'è un precedente. Già abbiamo deliberato che la Regione, normalmente, si avvale degli uffici esistenti nelle Province e nei Comuni e quindi non vi sarebbe la necessità dell'emendamento dell'onorevole Nitti. Se mai, si tratterà della nomina di un personale particolare, che non può essere ereditato da altri dal momento che la Regione — secondo un articolo precedente — normalmente si avvale del personale e degli uffici della Provincia. Allora, se è già così, quel resto di burocrazia, che fosse necessaria, evidentemente, deve essere di tal natura da corrispondere ai bisogni locali e quindi scelto con criteri diversi da quelli che sono stati suggeriti dall'onorevole Nitti.

Targetti. Chiedo di parlare.

Presidente Terracini. Ne ha facoltà.

Targetti. Io, timidamente, ma con convinzione, esprimo il mio dissenso da quanto ha sostenuto l'onorevole Nitti. In questi termini: è un desiderio di tutti evitare che la costituzione di questo nuovo ente dia luogo ad una nuova burocrazia (usando la parola «burocrazia» in un cattivo senso mentre questa parola ha anche un significato buono che non va dimenticato). Però da questa giusta preoccupazione non si deve essere trascinati ad una affermazione che contrasta con quella che sarà la realtà insuperabile ed inoppugnabile del domani.

Con la disposizione proposta si verrebbe a dire che si creano le Regioni, ma che queste non possono assumere nessun impiegato che già non faccia parte dell'Amministrazione statale o dell'Amministrazione provinciale.

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Io ho proposto un emendamento.

Targetti. Mi permetta, onorevole Ruini. Questo desiderio poteva essere, se non totalmente, in parte attuabile qualora si fosse abolito l'ente Provincia. Con l'abolizione dell'ente Provincia, la Regione avrebbe avuto da utilizzare un tal numero di funzionari che avrebbe potuto limitarsi all'assunzione di pochi nuovi elementi. Ma oggi che — fortunatamente — la Provincia sopravvive alla Regione, che cosa si spera? Che quel tanto di decentramento statale che potremo ottenere attraverso l'istituzione della Regione porti una diminuzione tale di impiegati statali da poter con questi sopperire a tutti i bisogni che avranno le Regioni? Evidentemente, questo mi sembra un proposito irraggiungibile. Elementi nuovi saranno assolutamente necessari.

Infine, mi permetto un'altra osservazione contro l'inclusione di questo articolo nella Costituzione. Non mi sembra argomento da Costituzione. (Approvazioni). La Carta costituzionale non può occuparsi di questa assunzione di impiegati.

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Chiedo di parlare.

Presidente Terracini. Ne ha facoltà.

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Voglio far presente all'onorevole Targetti che egli ha votato l'articolo 8 delle norme transitorie. Le norme transitorie prevedono espressamente il passaggio di funzionari e dipendenti dello Stato alla Regione. Egli certamente ha presente che noi abbiamo attribuito alla Regione delle funzioni che ora ha lo Stato. Dobbiamo lasciare la burocrazia centrale così com'è, o non dobbiamo cercare di scaricarla? Questa possibilità c'è.

Si tratta di una norma transitoria di Costituzione. Siccome noi abbiamo detto che delle leggi particolari determinano il passaggio alla Regione di funzioni che sono dello Stato, e del passaggio di funzionari dello Stato alla Regione, credo che non ci sarebbe niente di male stabilire anche il principio che la Regione deve, nel suo sorgere, avvalersi prevalentemente di questo personale, salvo (e l'ho detto in modo esplicito, onorevole Targetti) stabilire che è possibile che ne assuma dell'altro, quando è necessario.

Bisogna evitare che la Regione, costituita per semplificare, ingrossi la burocrazia. Io accetto l'emendamento Nitti e faccio le seguenti proposte:

1°) di rinviarlo alle norme transitorie;

2°) di ammettere che sia possibile assumere anche dell'altro personale, ove sia necessario.

Presidente Terracini. Dovrò ora porre in votazione la proposta di articolo aggiuntivo dell'onorevole Nitti, salvo poi a determinare, nel caso fosse accettata, il suo inserimento.

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Io proporrei il rinvio alle disposizioni transitorie.

Presidente Terracini. La sua proposta, onorevole Ruini, è di rinviare anche la decisione al momento in cui si esamineranno quelle norme, oppure di votare rinviando poi a quel momento?

Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione. Io propongo il rinvio. Ho aggiunta la mia opinione personale, opinione di cui si potrà tener conto al momento opportuno. Ora propongo il rinvio.

Piemonte. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

Presidente Terracini. Ne ha facoltà.

Piemonte. Io voto contro questo rinvio, appellandomi all'articolo 112, già approvato, il quale dice: «La Regione esercita normalmente le funzioni amministrative, delegandole alle Provincie, ai Comuni e agli enti locali».

Presidente Terracini. Non ritorniamo ora, onorevole Piemonte, sulla questione di merito.

Pongo allora ai voti la proposta della Commissione di rinvio dell'esame di questo articolo aggiuntivo dell'onorevole Nitti al momento in cui si esamineranno le norme transitorie.

(È approvata).

 

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A cura di Fabrizio Calzaretti