[Il 5 marzo 1947 l'Assemblea Costituente prosegue la discussione generale del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.

Vengono qui riportate solo le parti relative al tema in esame, mentre si rimanda alle appendici per il testo completo della discussione.]

Tupini. [...] Ma due norme vogliono essere qui sottolineate, anche se per motivi diversi. La prima è quella che riconosce espressamente il diritto e il dovere della resistenza alla oppressione; norma, che può essere variamente apprezzata, ma che è opportuna, che è cristiana, perché furono i primi martiri e poi i nostri pensatori ad affermare, attestare e a testimoniare colla vita il diritto e il dovere di resistenza all'ordine contrario alla legge naturale e alla legge di Dio.

Nessuna apprensione, però, nessun allarme per questa disposizione.

Il pericolo che il cittadino abusi di quest'arma, che la Costituzione gli pone nelle mani, in Italia non vi sarà; perché, in ultima istanza, sarà sempre il giudice a decidere se il singolo ha fatto buon uso del suo potere ed ogni ordinamento giuridico trova la sua messa a punto nell'opera costante della giurisprudenza.

 

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A cura di Fabrizio Calzaretti