[Il 26 marzo 1947 l'Assemblea Costituente inizia la discussione generale del Titolo primo della Parte prima del progetto di Costituzione: «Rapporti civili».

Vengono qui riportate solo le parti relative all'articolo in esame, mentre si rimanda alle appendici per il testo completo della discussione.]

Tieri. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ciascun articolo di questo primo titolo della prima parte del progetto di Costituzione ha in comune con quasi tutte le altre parti del progetto il pregio di incominciare bene e il difetto di terminare male: desinit in piscem.

[...]

L'articolo 9 tutela la libertà e la segretezza della corrispondenza ma, appena finito di tutelare tale libertà e tale segretezza, già si preoccupa del modo di limitarla, fino alla completa soppressione.

[...]

Il quale cittadino apprende certamente con gioia dall'articolo 9 che «la libertà e la segretezza di corrispondenza e di ogni forma di comunicazione sono garantite»; ma la sua gioia non dura che un attimo, perché lo stesso articolo prepara già le restrizioni di tale libertà e di tale segretezza; e il pensiero che domani, sia pure per atto motivato dall'autorità giudiziaria, ci si possa sentire spiati anche nelle proprie lettere e nelle proprie telefonate, non contribuisce, oltre tutto, alla educazione del carattere. Non siamo dunque stanchi di gerghi, di cifrari, di segni convenzionali, di doppio, triplo e quadruplo giuoco? Quando ci sarà finalmente data la libertà assoluta di esprimere almeno con i nostri intimi e almeno in forma privata i nostri pensieri e le nostre opinioni? (Interruzioni a sinistra).

 

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A cura di Fabrizio Calzaretti