[Il 5 novembre 1946 la seconda Sottocommissione della Commissione per la Costituzione prosegue la discussione sull'organizzazione costituzionale dello Stato.]

Il Presidente Terracini ricorda che sono ancora in sospeso alcune questioni attinenti al potere legislativo, fra cui quella della determinazione del numero minimo fisso di seggi da assicurare ad ogni regione nella seconda Camera, sulla quale l'onorevole Perassi ha proposto di assegnare ad ogni regione un numero minimo fisso di 5 seggi.

Fuschini osserva che non si può fissare il numero minimo fisso di seggi da attribuire ad ogni regione, se prima non sia determinato il numero delle regioni, perché i due problemi sono strettamente connessi fra loro. Fa presente che alcuni autorevoli competenti in materia sostengono che le regioni dovranno essere 22, anche in relazione alle agitazioni in corso da parte di alcune popolazioni per ottenere un'autonomia regionale.

Lussu ritiene che il numero minimo fisso di seggi da attribuire ad ogni regione possa senz'altro essere fissato, perché non crede che si avranno sensibili variazioni nel numero delle regioni. Lo stesso Comitato per le autonomie regionali ha previsto che, al massimo, poco più di due Province potranno costituirsi in regione a sé.

Uberti è pure del parere che il problema in esame possa essere risolto indipendentemente dalla determinazione del numero delle regioni.

Mortati, Relatore, osserva che sarebbe meglio rinviare ogni decisione sulla questione in esame a quando si dovrà discutere il problema dell'Ente regione, come del resto fu già deciso in una precedente riunione, secondo le giuste osservazioni fatte allora ed oggi confermate dall'onorevole Fuschini.

Conti, Relatore, si dichiara favorevole alla proposta fatta dall'onorevole Mortati.

Il Presidente Terracini mette ai voti la proposta di procedere senz'altro all'esame della questione della determinazione del numero minimo fisso di seggi da attribuire a ciascuna regione.

(È approvata).

Rossi Paolo propone che il numero fisso dei seggi sia di 3 anziché di 5, anche in considerazione del fatto che il numero delle regioni potrà essere portato a ventidue.

Nobile rileva che il numero minimo fisso di seggi da assegnare ad ogni regione, anche se sarà ridotto, avrà una scarsa importanza in avvenire a causa del prevedibile aumento della popolazione.

Ambrosini è favorevole alla proposta dell'onorevole Rossi, perché ritiene che con essa gli interessi regionali siano sufficientemente salvaguardati.

Mortati, Relatore, insiste nel ritenere che non si possa procedere alla determinazione del numero fisso di seggi da attribuire a ciascuna regione, se non si è in grado di conoscere la reale configurazione geografica e demografica del Paese e delle regioni. In ogni modo, ritiene che la proposta dell'onorevole Perassi sia la più rispondente alla situazione oggi esistente in Italia.

Il Presidente Terracini non trova convincenti le osservazioni dell'onorevole Mortati, perché un nuovo testo di Costituzione non deve rispondere soltanto alle esigenze del momento presente, ma anche possibilmente a quelle dell'avvenire.

Lussu ricorda che quando, in una precedente riunione, si trattò della questione, qualche collega manifestò il desiderio che alle regioni del Mezzogiorno fosse assicurata una rappresentanza alla seconda Camera tale da garantire ad esse una migliore situazione rispetto alle regioni del Settentrione. Dichiara che anch'egli è favorevole a questo punto di vista. Fu anche, in quella occasione, accennato alla possibilità di ridurre il numero minimo fisso di seggi da cinque a quattro. È una proposta che potrebbe essere ripresa in considerazione, perché forse il numero minimo fisso di cinque seggi può sembrare troppo alto, mentre è troppo basso quello di tre, proposto dall'onorevole Rossi.

Il Presidente Terracini ritiene che la determinazione del numero minimo fisso dei seggi dovrebbe essere presa congiuntamente a quella della percentuale della popolazione per l'elezione di deputati alla seconda Camera: i due problemi, infatti, sono evidentemente collegati fra loro.

Rossi Paolo propone di stabilire un numero minimo fisso di tre rappresentanti per ciascuna regione e un rappresentante elettivo per ogni 200.000 abitanti.

Fuschini osserva che, se dovesse essere accolta la proposta dell'onorevole Rossi, la seconda Camera verrebbe ad avere un numero di rappresentanti pressoché eguale a quello della prima, ciò che non sarebbe opportuno.

Lussu propone che sia preventivamente stabilito che per ogni regione il numero dei rappresentanti alla seconda Camera non dovrebbe mai superare quello dei rappresentanti alla prima e chiede che questa proposta sia messa in votazione.

Mortati, Relatore, non crede vi sia troppo da preoccuparsi, se per qualche regione il numero dei senatori potrà essere superiore a quello dei deputati.

Nobile comunica che, secondo calcoli provvisori da lui fatti, adottando il numero minimo fisso di 5 seggi per ogni regione, le regioni del Nord fino all'Umbria, Lazio escluso, avrebbero il 46 per cento dei seggi, anziché il 55 che avrebbero qualora si facesse riferimento soltanto al numero degli abitanti. Adottando invece un numero minimo fisso di tre seggi, la percentuale si eleverebbe al 49 per cento.

Il Presidente Terracini mette ai voti la proposta dell'onorevole Lussu, secondo la quale per ogni regione il numero dei rappresentanti alla seconda Camera non potrà mai superare il numero dei rappresentanti alla prima.

Rossi Paolo dichiara che voterà a favore della proposta dell'onorevole Lussu, pur rendendosi conto delle difficoltà tecniche che essa comporta.

(È approvata).

Perassi propone, allo scopo di conciliare le varie tendenze manifestatesi nel corso della discussione, di ridurre a quattro il numero minimo fisso di seggi da attribuire a ciascuna regione e nello stesso tempo di fissare il criterio dell'elezione di un rappresentante per ogni 200.000 abitanti. In tal modo la seconda Camera verrebbe ad essere composta di 272 rappresentanti, e cioè 68 come quota fissa, se le regioni saranno 17, e 203 come quota proporzionale alla popolazione, oltre un rappresentante per la Val d'Aosta.

Il Presidente Terracini crede opportuno mettere prima in votazione la proposta antecedente fatta dall'onorevole Perassi, cioè di fissare in 5 il numero minimo di seggi da assegnare a ciascuna regione, e nello stesso tempo di stabilire il criterio di eleggere un rappresentante per ogni 200.000 abitanti. Se tale proposta sarà approvata, dovranno intendersi decadute tutte le altre.

(Con 12 voti favorevoli e 11 contrari è approvata).

 

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A cura di Fabrizio Calzaretti