[Il 27 gennaio 1947 la Commissione per la Costituzione in seduta plenaria discute sull'elezione della Camera dei Senatori.]

Presidente Ruini. [...] È stata prospettata la possibilità che un determinato numero di Senatori, per esempio, una trentina, sia nominato dal Presidente della Repubblica.

Fabbri chiede se si tratti di nomina temporanea oppure a vita.

Presidente Ruini. Si intende che la nomina sarebbe temporanea.

Terracini osserva che la domanda dell'onorevole Fabbri può servire ad orientare la discussione per giungere ad una soluzione negativa. La ragione che potrebbe giustificare la delega al Presidente della Repubblica a nominare un certo numero di Senatori è che vi sono persone le quali, in possesso di requisiti di carattere particolarissimo, possono rifuggire dalla vita politica, ciò che, se mai, sarebbe un elemento deteriore della loro attività. Ad ogni modo se questi sono i requisiti che li indicano, si tratta di requisiti non destinati a scomparire e, quindi, la loro nomina a Senatori dovrebbe essere a vita. Ma la seconda Camera è stata concepita come un organismo che dev'essere sottoposto anch'esso ad un rinnovamento periodico e non si possono prevedere eccezioni a questa norma. In secondo luogo, ogni celebrità, per quanto viva astratta dalla vita politica, ha in definitiva di fronte ai problemi politici un suo determinato atteggiamento. Se la seconda Camera deve continuare a riflettere, sia pure con gli adeguamenti conseguenti al suo modo di costituzione, la fisionomia politica generale del Paese, è evidente che non si può ammettere che vi siano elementi preordinati i quali, di per sé, sarebbero sufficienti a modificare e sconvolgere, sia pure non fondamentalmente tale fisionomia politica.

Per tutti gli altri argomenti rinvia i colleghi alla lettura dei resoconti della seconda Sottocommissione.

Conti dichiara che quando, per iniziativa di alcuni amici del suo partito, è stato proposto di esaminare anche la possibilità di una nomina da parte del Capo dello Stato di membri della seconda Camera, ciò si è fatto unicamente per porre allo studio la questione e non per convincimento favorevole alla proposta. Durante le discussioni la proposta è stata abbandonata.

È pertanto d'accordo con l'onorevole Terracini.

Il Presidente Ruini pone ai voti la possibilità di riservare al Presidente della Repubblica la nomina di un determinato numero di Senatori.

(La Commissione non approva).

 

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A cura di Fabrizio Calzaretti