[26 luglio 1946, prima Sottocommissione della Commissione per la Costituzione.]

Il Presidente Tupini rivolge il saluto ai componenti della Sottocommissione esprimendo l'augurio che essa possa svolgere un lavoro proficuo, intenso e possibilmente concorde.

Rileva che compito della Sottocommissione è quello di elaborare i principî generali della nuova Costituzione nonché i diritti fondamentali delle libertà della persona umana; Non intende sottoporre a discussione un piano specifico di lavoro. Osserva soltanto che occorre affrontare una questione di merito ed una di metodo. Questione di merito nel senso di decidere circa la suddivisione della materia da esaminare; questione di metodo, per stabilire il sistema migliore per giungere ad attuazioni efficaci e concrete, se convenga cioè affrontare subito in linea generale una discussione, oppure se sia preferibile affidare lo studio della materia a relatori.

Fa presente l'opportunità di giungere nel più breve tempo a risultati positivi, in modo da dare la sensazione che finalmente l'Assemblea si è messa al lavoro per dare al Paese una Costituzione.

Marchesi ha ascoltato con molto piacere l'augurio del Presidente, soprattutto per quanto riguarda l'appello alla concordia. Tuttavia non crede si possa dimenticare che in seno alla Commissione esistono contrasti e divergenze di opinioni.

Quanto ai criteri da seguire nelle discussioni, propone di stabilire subito un ordine di lavori per determinati argomenti, da trattare da un punto di vista unitario, in modo che i singoli problemi possano essere affrontati nella loro interezza.

Grassi ritiene che il compito della Commissione sia duplice: elaborare dichiarazioni generali che sono contenute in tutte le Costituzioni e determinare i diritti e doveri dei cittadini.

Propone la nomina di due relatori: uno per le disposizioni di carattere generale, l'altro per il programma dei diritti di libertà e dei doveri. Sugli schemi tracciati dai due relatori, potrebbe svolgersi una discussione concreta.

La Pira, pur concordando con quanto è stato detto dai precedenti colleghi, ritiene necessario fissare il compito della Sottocommissione nei seguenti termini: definire un sistema integrale organico dei diritti della persona e dei diritti degli enti sociali — compresi quelli economici — in cui la persona si espande. In tale modo sarà data una fisionomia della struttura sociale e giuridica della Costituzione.

A suo avviso gioverà molto allo scopo riferirsi un poco al tipo della Costituzione sovietica la quale va dal piano economico a quello culturale, fissando un sistema integrale di attività che comincia dalla base, dalla vita fisica, per giungere alla vita familiare, economica, amministrativa, politica, culturale, religiosa.

Anche la Costituzione di Weimar potrà in un certo senso essere ripresa, mentre occorrerà differenziarsi dal progetto francese che riecheggia il tipo di Costituzione dell'89 che ritiene debba essere da tutti respinto.

Dossetti rileva che il tema affidato alla Sottocommissione (diritti e doveri del cittadino) sarebbe alquanto limitato se da questi diritti e doveri dovessero essere esclusi quelli di natura economico-sociale. Ritiene pertanto che la Sottocommissione possa entrare anche nel merito dei diritti economici, limitatamente ai principî generali, salvo il coordinamento con i lavori della terza Sottocommissione, riservando naturalmente un esame più dettagliato agli altri diritti e doveri del cittadino. La Costituzione dovrà apparire come un tutto organico, e nella sua interpretazione non si dovrà avere riguardo soltanto a questa o a quella norma, ma si dovrà scendere all'esame dello spirito informatore di tutto il sistema costituzionale.

Sostiene la necessità di elaborare innanzi tutto uno schema di lavoro, una specie di indice di questi diritti e doveri del cittadino, e all'uopo propone che siano nominati uno o due relatori, con il compito appunto di, articolare la materia assegnata alla competenza della Sottocommissione.

Mancini prospetta l'opportunità, qualora venga accolta la proposta dell'onorevole Grassi, di dividere innanzi tutto in due parti la materia di cui la Sottocommissione è stata investita, nominando i rispettivi due relatori e di aggiungere una terza parte, relativa alla scuola, nominando un terzo relatore. Il diritto alla istruzione è, a suo avviso, se non il più importante certo uno dei più importanti tra i diritti del cittadino, poiché non si deve dimenticare che uno degli elementi principali dai quali dipende la rinascita dell'Italia è quello della educazione del popolo.

Mastrojanni, riferendosi all'osservazione fatta dall'onorevole Marchesi, conviene con lui nel ritenere che nel corso dei lavori affioreranno certamente ad ogni istante questioni che difficilmente potranno essere superate di volta in volta: Crede pertanto prudente che sia sgomberato aprioristicamente il terreno da ogni contrasto di carattere ideologico che investa questioni di principio. Sarà allora più agevole proseguire nei lavori, adattando tecnicamente alle norme da elaborare le soluzioni di massima e gli orientamenti già deliberati.

In merito al criterio sistematico accennato dall'onorevole La Pira, concorda, sulla considerazione che la Costituzione sovietica deve essere tenuta presente, ma ritiene più rispondente alle caratteristiche storiche ed alle tradizioni italiane che il criterio sistematico di tale Costituzione sia invertito, nel senso di dare il primo posto ai diritti dello spirito, e il secondo posto ai diritti e ai doveri di natura soprattutto materialistica.

Lombardi Giovanni afferma che la storia non è che la dimostrazione, ogni giorno più realistica, della concezione economica di Carlo Marx. Non può pertanto tacere la propria sorpresa nel constatare che nell'assegnare alla Sottocommissione i principî generali di libertà si è fatta astrazione da quelli economici e sociali. Afferma che in fatto di libertà non è possibile svolgere una seria indagine prescindendo da quella che, a suo avviso, è la fondamentale e primordiale libertà, la libertà dal bisogno. Per questo appunto l'indagine della Sottocommissione non può non essere anche di natura economica.

Non si nasconde che questa sua concezione materialistica potrà non incontrare il consenso della maggioranza della Sottocommissione; i cattolici sperano in un altro mondo migliore, ma egli crede che occorra preoccuparsi di assicurare una migliore esistenza su questa terra, e ciò non sarà mai possibile se non si conquista ai cittadini la prima libertà, quella dal bisogno.

Pensa che la nomina di un relatore per ciascuna delle parti in cui la materia di competenza della Sottocommissione verrà divisa, debba essere preceduta da una discussione, in modo che, determinandosi una maggioranza ed una minoranza sulle questioni di principio, venga riservata alla maggioranza la nomina del relatore, libera rimanendo la minoranza di elaborare per una propria relazione, da sottoporre al giudizio della Commissione in seduta plenaria e quindi della Costituente.

Chiede formalmente che nella discussione sui diritti della persona si tenga conto dei diritti e dei doveri economici e sociali, del presupposto che la Chiesa e lo Stato sono due parallele che non si incontreranno mai, e che la Scuola deve essere rivendicata dalla scienza.

Moro rileva che il punto essenziale deve rimanere quello di stabilire un piano sistematico di lavori. Considera pertanto anticipazioni interessanti ma sempre anticipazioni quelle fatte da alcuni onorevoli colleghi, con le quali si è tentato di portare la discussione su un piano sostanziale.

Lucifero rileva che molto spesso le divergenze appaiono maggiori di quanto in realtà non siano quando vengono sollevate fuori tempo provocando uno schieramento aprioristico che rappresenta poi un ostacolo per tutto il lavoro successivo.

Propone pertanto che la Sottocommissione si preoccupi innanzi tutto di individuare e formulare i diritti e i doveri del cittadino nello Stato, soprattutto da un punto di vista sistematico, dopo di che, sulla falsariga del lavoro compiuto, sarà molto più facile trarre le opportune conclusioni risolvendo le questioni concrete.

Togliatti fa presente che se la Sottocommissione dovrà occuparsi di formulare una dichiarazione dei diritti dell'uomo, come primo capitolo della nuova Costituzione, entrerà subito su un terreno politico, nel quale i motivi di contrasto verrebbero ad acuirsi. Non crede che si renderebbe un servigio all'Assemblea e al Paese, se si partisse da questi punti di contrasto. Ci sono invece altri punti sui quali si profilano determinate linee di accordo. È evidente, ad esempio, che quando si tratterà di sancire i diritti del cittadino tutti si troveranno d'accordo nell'includere i principî sanciti nell'89. Ma non bisogna fermarsi a questi; occorre andare al di là di questi principî, i quali non comprendono i diritti al lavoro, al riposo, alle assicurazioni sociali, all'educazione.

Ritiene quindi che sarebbe un errore se, partendo da un punto di dissenso su qualcuno dei diritti più avanzati, si rendesse difficile trovare un terreno di accordo per andare al di là della formulazione dell'89. Suggerisce di studiare la formulazione di uno schema su cui si possa stabilire l'accordo, per poi discutere in seno alla Sottocommissione i punti di dissenso, i quali saranno certamente limitati.

Cevolotto riferendosi alla proposta dell'onorevole Grassi di nominare due relatori, fa presente che sarà difficile ad essi compilare una relazione se prima non conosceranno il pensiero della Sottocommissione.

Propone quindi di formulare prima un indice degli argomenti da trattare, stabilendo i punti da discutere; questo indice sarà portato all'esame della Sottocommissione e successivamente si procederà alla nomina del relatore.

Dossetti si dichiara d'accordo con i concetti espressi dagli onorevoli Togliatti e Cevolotto, ritenendo necessario arrivare alla formulazione di un indice, in modo che la discussione della Sottocommissione possa prendere un tono di assoluta concretezza.

Moro richiama l'attenzione sulla necessità di una preventiva definizione della competenza della Sottocommissione.

Il Presidente Tupini dichiara chiusa la discussione generale e suggerisce la nomina di un ristretto comitato incaricato di preparare l'indice dei lavori che dovranno essere svolti dalla Sottocommissione, salvo, in un secondo tempo, procedere alla nomina dei relatori per i singoli argomenti che dovranno formare oggetto delle discussioni.

Propone che a far parte del Comitato siano designati gli onorevoli Basso, Moro, Cevolotto. Essi si riuniranno preventivamente per uno scambio di idee, presentando poi l'indice concordato alla Sottocommissione la cui riunione potrebbe aver luogo martedì alle ore 18.

(Così rimane stabilito).

 

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A cura di Fabrizio Calzaretti